Quando nevicadi Matteo Leggio

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Questo è il racconto scritto da Matteo Leggio che ha 13 anni ed è affetto dalla Sindrome di Tourette. La sindrome lo rende diverso e come tale soggetto ad episodi di scherno e vero e proprio bullismo. Pubblichiamo questo piccolo racconto perché è importante imparare a pensare alla diversità come tale e non come diminutio. Lo pubblichiamo  anche per segnalare la nascita dell’associazione TouretteRoma Onlus costituita grazie ad un gruppo di genitori volenterosi intorno ad alcuni professionisti che si occupano da anni dei disturbi da tic e delle problematiche ad essi associate.
Il giorno 17 Febbraio 2018 alle ore 16:30 si terrà la presentazione della Associazione Onlus Tourette Roma. L’incontro gratuito, è aperto a tutte le famiglie dei bambini tourettici ed anche a chiunque fosse interessato alle attività della nostra associazione e si terrà presso l’Aula Magna dell’Istituto di NeuroPsichiatria Infantile (NPI) dell’Ospedale Umberto I di Roma sito in via dei Sabelli 108. La partecipazione è gratuita ma è importante compilare il modulo di partecipazione sul sito www.touretteroma.it
Quando nevica

“Non si preoccupi Signora, le condizioni di suo figlio …” cominciò il dottor Ercole. Luca tuttavia si era già perso, aveva altro da pensare lui: la scuola, gli amici e tutto il resto. Riuscì a cogliere solo alcune parole: “Sindrome”, “Tic” e “Terapia”. In un primo momento non capì cosa volessero dire, ma non gli importava. Era preoccupato per un’altra cosa. Cosa voleva quel dottore grassottello dai suoi genitori?
“Per oggi credo che possa bastare,” disse il dottore “potete prendere un altro appuntamento per il prossimo mese”. Detto ciò Luca e i suoi genitori uscirono dalla clinica.

Una volta tornato a casa, Luca cominciò a riflettere sulle parole che aveva sentito. “Sindrome”, “Tic” e “Terapia”. Dopo un po’ riuscì a mettere insieme le parole, come i pezzi di un puzzle: doveva fare una terapia per la sindrome dei tic. “Non è giusto!” pensò Luca “perché proprio io? Non potevano scegliere quel cattivone di Edoardo?”. Finito di pensare a questo andò a dormire. Era stata una giornata lunga.
Passò la notte e il sole sorse di nuovo. Luca preparò il suo zaino e si incamminò verso la scuola. “Guarda chi è arrivato, il ragazzo maiale!” disse Edoardo una volta che Luca arrivò a scuola. Edoardo lo prendeva sempre in giro per i versi che faceva. “Torna nel tuo porcile!” continuò il bullo, mettendosi a ridere assieme ai suoi amici. Luca si mise a piangere e urlò: “Non prendermi in giro! Io ho la sindrome dei tic!” ma questo non fece altro che accrescere le risate della banda dei bulli.

Anche quel giorno passò. Luca tornò a casa e anche quel giorno, si trovò a dover riflettere sulla sua diversità. Passò molto tempo a pensare, ma alla fine arrivò a una conclusione: “Nessuna persona è uguale a un’altra, siamo tutti diversi, come i fiocchi di neve. Edoardo non ha il diritto di insultarmi solo perché faccio degli strani versi”. Consapevole di questo si mise a letto e in breve tempo si addormentò.

Passò un altro giorno e Luca andò a scuola. Edoardo lo insultò come sempre, ma Luca non ci fece caso. Una volta in classe parlò alla maestra della sua diversità e lei ne parlò con tutta la classe. A un certo punto i compagni di Luca alzarono la mano per prendere la parola. “Io ho troppa energia!” disse uno, “io ho le orecchie grosse!” disse un altro. Luca aveva ragione, siamo tutti diversi e, per una volta, si sentì felice in quell’immenso campo innevato.

Matteo Leggio, 13 anni
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