«Porto mia figlia addosso»di Santa Di Pierro

1835

L‘altro giorno abbiamo pubblicato la bellissima testimonianza di Marcello Florita, padre di due figli nati prematuri e che di questa incredibile esperienza ha parlato nel suo libro Come respira una piuma.

Lo abbiamo inserito tra i contributi perchè fa luce su un aspetto sanitario piuttosto rilevante visto che la na­sci­ta pre­ter­mi­ne è la pri­ma cau­sa di mor­te per i bam­bi­ni sot­to i 5 anni. Ma non solo, ne abbiamo parlato perchè al dato tecnico, Marcello Florita ci ha illuminati su un’esperienza umana di cui si parla poco e per cui la sintesi di nascita pretermine è davvero riduttiva.

Poi è successo qualcosa di importante per noi che lavoriamo dietro le quinte di tutte queste parole, che ci ha fatto capire quanto i social possono aiutarci a restare umani: arriva il commento di Elisa Brunelli in cui segnala il suo intervento – Porto mia figlia addosso – al TEDXCesena sulla sua esperienza di madre prematura (video che potete vedere qui)

Guardiamo il video ed è impossibile non lasciarsi attraversare dall’emozione, dalla commozione e dall’empatia. Decidiamo di postarlo e – pur immaginando di non dover chiedere il permesso – scriviamo ad Elisa dicendole che ci sarebbe piaciuto condividerlo sui nostri canali.

Presto arriva la sua risposta:

non sono a caccia di visualizzazioni, ho partecipato al TEDx perché ne avevo bisogno, ma poi ho ricevuto testimonianze di mamme che mi hanno detto grazie pensavo di aver superato ma non è così e adesso sto meglio, di altre che sono in TIN ora e mi hanno scritto sto usando il tuo video per far capire agli altri quello che non riesco a dire e di altre persone più vicine a me che sono tornate a dirmi scusami, non avevo capito niente – poche, ma va bene lo stesso. Queste sono state vere soddisfazione. E se, oltre ad avere mia figlia, tutte quelle emozioni possono servire anche solo ad una persona in più, allora è proprio vero che c’è sempre un disegno.

I social ci mettono nella condizione di condividere e di empatizzare con qualcuno o qualcosa di molto lontano da noi. Non è forse un valore da conservare e fortificare? A noi sembra che i social siano più di un semplice strumento, sembrano essere sempre più un’estensione del nostro modo di essere e che, se usati in modo corretto, ci aiutino a restare umani. Meravigliosamente umani.

PUBBLICATO IL 21 MAGGIO 2017

 

comments icon 0 comments

Write a comment...

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *