Figli (fragili) di genitori confusidi Santa Di Pierro

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“Il vocabolario con cui definiamo il mondo diventa il mondo dei nostri figli. Questo succede anche nelle migliori famiglie tanto che “ci sono bambini di quattro o cinque anni che si presentano in uno studio medico spiegando di avere un disturbo d’ansia o gli attacchi di panico. Esattamente con queste parole”. Questo è uno dei passaggi di Figli fragili saggio sulla neuropsichiatria scritto da Stefano Benzoni, neuropsichiatra dell’infanzia e dell’adolescenza e psicoterapeuta, edito da Laterza. Già questa introduzione potrebbe far allontanare i “non addetti ai lavori” ma sarebbe un errore perchè Figli fragili – con un titolo che cattura l’attenzione di tutti quei genitori che si sentono loro per primi quelli fragili – racconta del malessere e del disagio in un’ottica corale e sociale in cui siamo tutti contemplati. Non solo le famiglie con bambini “disagiati”, non solo i neuropsichiatri infantili.

Questo libro prova a lanciare una sfida mettendo sin dai primi capitoli in discussione i luoghi comuni sull’idea di infanzia, di disagio, di cura. L’enfasi con cui rappresentiamo le qualità di purezza, bellezza e dolcezza dei bambini, la nostra apparente benevolenza – dice l’autore – è la naturale controparte di una crescente insofferenza nei confronti di quelle che spesso sono invece le caratteristiche tipiche di un bambino”. Il bambino viene sempre descritto come vulnerabile, indifeso, vittima ideale… una descrizione che ha ben poco di naturale ma che è invece “frutto di stratificazioni culturali complesse fondate sul posto che i figli occupano nelle società moderne”. 

Uno storytelling dell’infanzia – direbbe qualche guru di internet – che ignora completamente i miglioramenti della qualità della vita dei nostri figli rispetto a quella, per esempio, dei nostri genitori e prima ancora dei nostri nonni. Pensare a un figlio – dice Benzoni – come a un vaso di coccio tra vasi di ferro – significa già predisporre le condizioni del suo fallimento. 

Il mondo di bambini e adolescenti sembra essere diventato, ormai, una corsa a ostacoli tra possibili malanni psicologici che vanno dagli attacchi d’ansia alla depressione, dagli attacchi di panico alla tanto discussa iperattività… Sono i nostri figli a essere diventati più fragili o il mondo degli adulti ad aver fallito?

 

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